Apnea / Pesca-sub

Blood Shift o “scivolamento ematico” in apnea profonda.


Il richiamo di sangue che dal grande circolo affluisce al piccolo, viene definito scivolamento ematico o BLOOD SHIFT.

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Prima di esporre i principi che determinano il Blood Shift durante un’esperienza in apnea profonda, illustriamo le reazioni che si generano nel corpo umano durante l’immersione in apnea ma prima di tutto quando il corpo viene a contatto con l’acqua.

A causa della temperatura dell’acqua inferiore a quella del corpo si generano tre reazioni principali; per primo il corpo umano cerca di ridurre la dispersione di calore generando una vasocostrizione nelle zone periferiche dei vasi sanguigni superficiali. Così facendo, viene limitato il raffreddamento del sangue e di tutto l’organismo.

Altro fenomeno è la bradicardia riflessa, ovvero l’abbassamento del battito cardiaco, dovuta alla semplice immersione in acqua. Ciò avviene prevalentemente a causa del contatto dell’acqua fredda col viso.

Vediamo ora di capire cosa accade quando scendiamo in apnea in profondità.

Fino agli anni sessanta i medici erano convinti che l’uomo non potesse scendere oltre la quota -50 metri di profondità a causa della elevata compressione della cassa toracica e dei polmoni.

Infatti il volume di gas all’interno dei polmoni è inversamente proporzionale alla sua pressione, da questo ne consegue che se la capacità polmonare media è di circa 6 litri, scendendo a -50 metri la pressione esterna raggiungerà 6 atmosfere e determina una riduzione fino ad un sesto della capacità polmonare iniziale, circa 1 litro!

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In queste condizioni il corpo umano si trova nella stessa situazione che si avrebbe in espirazione massima, con diaframma completamente alzato ed impossibilità della gabbia toracica di comprimersi ulteriormente.
In queste condizioni infatti si pensava che l’impossibilità di un’ulteriore riduzione polmonare che non avrebbe più potuto equilibrare la pressione idrostatica eserna avrebbe portato al collaso fisico.

Quando Enzo Majorca nell’agosto del 1962 in apnea ad assetto variabile raggiunse la profondità di -51 metri, tutto il mondo medico-scientifico capì che le convinzioni attuali non erano completamente valide.

Gli studi medici successivi hanno dimostrato che mentre si scende in apnea profonda la riduzione della capacità polmonare causata dallo schiacciamento della cassa toracica, viene compensato da un maggior afflusso di sangue nei vasi sanguigni polmonari.

Il richiamo di sangue che dal grande circolo affluisce al piccolo, viene definito scivolamento ematico o BLOOD SHIFT.

Dalle brevi e semplificate considerazioni sopra esposte, ne deriviamo che non si dovrà mai scendere in apnea in condizioni di espirazione massima perchè il sangue che verrebbe richiamato nei polmoni sarebbe troppo e causerebbe un arresto cardiaco.

Un’altra azione da evitare assolutamente è la respirazione tramite ARA dopo essere scesi in apnea. Infatti non si deve mai utilizzare una bombola per prendere aria durante l’apnea.
Infatti in questo caso si espanderebbero improvvisamente i polmoni e non si consentirebbe un graduale ritorno del sangue nel grande circolo. Anche questo causerebbe l’arresto cardiaco.

Aggiornato il 30-06-2012