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Antartide, il ghiaccio cresce per un attimo: cosa raccontano davvero i dati satellitari

15/01/2026

Antartide, il ghiaccio cresce per un attimo: cosa raccontano davvero i dati satellitari

Tra il 2021 e il 2023 la calotta antartica ha registrato un aumento netto di massa. Un dato reale, misurato dallo spazio, che ha fatto il giro del mondo perché sembra andare contro il racconto dominante del riscaldamento globale. Eppure, chi lavora da anni su quei numeri invita alla cautela: l’aumento c’è stato, ma non dice ciò che molti vorrebbero sentire. È una parentesi statistica dentro una storia molto più lunga e irregolare, fatta di perdite accelerate, oceani più caldi e ghiacciai che continuano a scorrere verso il mare.

I numeri che hanno spiazzato i climatologi

L’analisi nasce da oltre vent’anni di osservazioni dei satelliti GRACE e GRACE Follow-On della NASA, rielaborate da un team della Tongji University. Dal 2002 al 2020 l’Antartide ha perso ghiaccio in modo continuo: in media 81 miliardi di tonnellate l’anno nel primo decennio, salite a 157 miliardi nel periodo successivo. Poi, improvvisamente, l’inversione: +119 miliardi di tonnellate l’anno tra il 2021 e il 2023, con quattro grandi bacini dell’Antartide orientale passati da perdite rapide a un guadagno misurabile. Il risultato è apparso su Science China Earth Sciences e ha un dettaglio spesso trascurato: quel recupero compensa solo una frazione delle perdite accumulate. Il bilancio complessivo resta negativo.

Perché più caldo può voler dire più neve

La spiegazione non ha nulla di misterioso. In un’atmosfera più calda l’aria trattiene più umidità. Questo aumenta la probabilità di precipitazioni estreme, incluse nevicate intense. In Antartide orientale, in quegli anni, è nevicato molto di più del normale. La neve caduta si è accumulata in superficie, facendo crescere la massa totale misurata dai satelliti. Tom Slater, ricercatore dell’Università di Northumbria, lo riassume così: il guadagno recente “è stato sufficiente a compensare solo in parte le perdite storiche”, mentre la dinamica di fondo resta invariata. I ghiacciai, soprattutto quelli che poggiano su basi sotto il livello del mare, continuano ad accelerare verso oceani sempre più caldi. Nel frattempo, il ghiaccio marino antartico ha toccato minimi record nel 2023, un segnale che va nella direzione opposta.

Nessuna smentita del cambiamento climatico

Interpretare questo episodio come una “retromarcia” del clima significa confondere scala temporale e tendenza. Il clima terrestre non è lineare: può produrre fluttuazioni locali e brevi anche mentre il quadro globale peggiora. L’Artico, per esempio, si riscalda quattro volte più velocemente della media planetaria; l’Antartide, finora, ha mostrato una risposta più lenta, ma non per questo immune. La calotta antartica contiene circa il 90% dell’acqua dolce del pianeta. Anche variazioni limitate incidono sul livello dei mari, che negli ultimi decenni continua a salire. Durante quel triennio “anomalo” l’aumento di massa ha temporaneamente ridotto il contributo antartico all’innalzamento, ma i processi di fusione alla base dei ghiacciai non si sono fermati. Quello che resta, osservando la serie completa dei dati, è un messaggio meno rassicurante di quanto sembri: la natura può concedere pause, persino sorprendenti. Ma le tendenze di fondo non si cancellano con una parentesi di neve in più. E mentre l’Antartide orientale mostrava un volto inatteso, altre parti del continente continuavano a perdere ghiaccio senza fare rumore — una discrepanza che dice molto su quanto sia fragile l’equilibrio che stiamo osservando.