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SPF nei fondotinta e nelle BB cream: proteggono davvero o è solo marketing?

10/06/2026

SPF nei fondotinta e nelle BB cream: proteggono davvero o è solo marketing?

Fondotinta con SPF 30, BB cream con protezione ad ampio spettro, cushion con filtri UVA e UVB: la presenza del fattore di protezione solare nei prodotti di make-up è diventata una caratteristica quasi scontata nelle formulazioni di fascia media e alta, promossa con un linguaggio che tende a equiparare questi prodotti a una crema solare dedicata; eppure la risposta della dermatologia su questo punto è abbastanza netta, e comprenderla cambia in modo concreto il modo in cui si dovrebbe pensare alla protezione quotidiana del viso, soprattutto nei mesi in cui l'esposizione ai raggi UV è più intensa.

Il problema non riguarda la qualità dei filtri solari inseriti nelle formulazioni cosmetiche, che in molti casi sono tecnicamente identici a quelli presenti in una crema solare dedicata; riguarda la quantità di prodotto che viene effettivamente applicata sul viso nel momento in cui ci si trucca, che è strutturalmente diversa da quella necessaria per attivare la protezione dichiarata in etichetta; questo scarto tra il numero scritto sulla confezione e la protezione reale ottenuta nella pratica quotidiana è il centro del problema, ed è il motivo per cui affidarsi esclusivamente all'SPF di un fondotinta o di una BB cream come unica difesa dai raggi UV è una scelta che la scienza non supporta.

Detto questo, la questione non è binaria: un fondotinta con filtri UV non è inutile, e in certi contesti e con certe aspettative può offrire una protezione supplementare con un valore reale; capire dove finisce la protezione concreta e dove inizia il messaggio di marketing richiede di entrare nel merito di come funziona l'SPF, di come vengono testati questi prodotti in laboratorio e di cosa succede quando li si applica davvero ogni mattina davanti allo specchio.

Come viene misurato l'SPF e perché la quantità applicata cambia tutto

Il Sun Protection Factor viene misurato in laboratorio applicando una quantità standard di prodotto pari a 2 milligrammi per centimetro quadrato di pelle, un valore stabilito dalle normative europee e internazionali come riferimento per garantire la riproducibilità dei test; questo significa che il numero SPF sulla confezione, sia esso 15, 30 o 50, si riferisce alla protezione ottenuta con quella quantità precisa, non con quella che mediamente si usa nella vita reale; per il viso adulto, rispettare questo standard significa applicare circa mezzo cucchiaino di prodotto, una quantità che nessuno raggiunge abitualmente con un fondotinta o con una BB cream.

Studi sulla quantità effettivamente applicata dagli utenti mostrano che nella pratica si arriva a circa un quarto o un quinto della dose standard, il che si traduce in una protezione reale che può essere la radice quadrata dell'SPF dichiarato secondo alcune stime, o comunque significativamente più bassa del numero in etichetta; in termini pratici, un fondotinta con SPF 30 applicato come si applica normalmente un fondotinta potrebbe offrire una protezione equivalente a SPF 5 o 6, non certo nulla, ma lontana dal livello che il consumatore ragionevolmente si aspetta leggendo la confezione.

Un elemento ulteriore riguarda la distribuzione del prodotto: i fondotinta e le BB cream vengono stesi con movimenti che puntano all'uniformità estetica, non alla copertura omogenea e compatta che richiede la fotoprotezione; le zone intorno al naso, agli angoli degli occhi, sulle sopracciglia e lungo l'attaccatura dei capelli tendono a ricevere meno prodotto, creando aree di protezione ridotta che passano inosservate esteticamente ma che accumulano danni UV nel tempo.

SPF fondotinta e BB cream: cosa dicono i dermatologi

La posizione della dermatologia professionale, sintetizzata nelle linee guida della SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmissibili) e nelle raccomandazioni delle principali società scientifiche europee, è che i prodotti cosmetici con SPF, fondotinta, BB cream, CC cream, creme idratanti con filtri, possono offrire un contributo aggiuntivo alla fotoprotezione ma non sostituiscono una crema solare dedicata applicata come primo step della routine mattutina; questa distinzione non è di dettaglio, perché il livello di protezione da UV cumulativo nell'arco di una giornata dipende dalla dose applicata, dalla resistenza al sudore e allo sfregamento, e dalla eventuale riapplicazione.

Un aspetto che la dermatologia segnala come rilevante, spesso sottovalutato nel dibattito tra prodotti makeup e solari dedicati, riguarda la protezione dagli UVA: mentre gli UVB sono responsabili delle scottature e del danno acuto, gli UVA penetrano più in profondità nel derma e sono i principali responsabili dell'invecchiamento fotoindotto, delle macchie e di parte del rischio cancerogeno; molti fondotinta con SPF dichiarano una protezione ad ampio spettro, ma la quantità di filtri UVA presente nella formulazione varia considerevolmente tra i prodotti e raramente viene specificata con il dettaglio che si ritrova sulle confezioni di solari dedicati, rendendo difficile per il consumatore valutare la reale completezza della copertura.

Un punto a favore dei prodotti colorati con filtri UV, riconosciuto da diversi studi, riguarda il ruolo degli ossidi di ferro presenti nei pigmenti coloranti: questi composti offrono una protezione aggiuntiva dalla luce visibile ad alta energia, in particolare dalla luce blu, che i filtri UV standard non coprono; questa caratteristica è particolarmente rilevante per chi ha tendenza alle melasme o alle discromie reattive alla luce visibile, e rappresenta un vantaggio reale dei prodotti tinted rispetto ai solari trasparenti; non è però un argomento sufficiente per considerare il fondotinta un sostituto della protezione solare, ma piuttosto un complemento con una specifica utilità aggiuntiva.

BB cream con SPF: caratteristiche delle formulazioni e differenze tra prodotti

Le BB cream con SPF, acronimo di Blemish Balm, nascono come prodotto ibrido tra skincare e makeup e propongono una combinazione di idratazione, copertura leggera e protezione solare in un unico step; il fattore SPF nelle BB cream varia mediamente tra 15 e 50, con formulazioni più recenti che si posizionano nella fascia alta e che adottano filtri ad ampio spettro con tecnologie analoga a quelle dei solari dedicati; la differenza reale tra una BB cream con SPF 15 e una con SPF 50 nel contesto dell'uso quotidiano è però più contenuta di quanto sembri, proprio a causa del problema della dose applicata che si ripropone identico indipendentemente dal numero in etichetta.

Le BB cream con texture più fluida e coprenza ridotta tendono a essere applicate con generosità leggermente maggiore rispetto ai fondotinta a coprenza alta, il che può avvicinare la dose reale alla dose standard in misura leggermente superiore; tuttavia questa differenza non è sufficiente a colmare il gap tra la protezione dichiarata e quella effettiva, e non modifica la raccomandazione di base che vale per entrambi i tipi di prodotto: usarli sopra una protezione solare dedicata applicata correttamente, non come sostituto di essa.

Alcune BB cream di origine coreana e giapponese, tradizionalmente più attente alla fotoprotezione nell'impostazione del prodotto, includono filtri fisici come ossido di zinco e biossido di titanio in concentrazioni più elevate rispetto alle formulazioni europee mainstream; queste formulazioni offrono una protezione UVA più solida e una resistenza agli agenti esterni leggermente superiore, ma rimangono soggette allo stesso limite applicativo; il mercato asiatico dei prodotti colorati con filtri è mediamente più trasparente nella comunicazione dei filtri specifici presenti, il che facilita una valutazione comparativa più informata da parte del consumatore.

Come usare correttamente i prodotti makeup con SPF nella routine quotidiana

L'ordine di applicazione dei prodotti è il primo elemento da considerare per chi vuole ottenere da un fondotinta o da una BB cream con SPF il massimo della protezione possibile: la crema solare dedicata, con SPF minimo 30 e protezione ad ampio spettro UVA e UVB, va applicata come ultimo step della skincare, dopo il siero e l'idratante, e prima di qualsiasi prodotto makeup; lasciare circa cinque minuti prima di applicare il fondotinta permette alla crema solare di assorbirsi correttamente senza che il prodotto di make-up ne alteri la distribuzione o ne riduca l'efficacia per diluizione.

La riapplicazione è l'altro nodo pratico che quasi nessuna routine di make-up quotidiana risolve in modo soddisfacente: i filtri solari si degradano con l'esposizione UV, il sudore e lo sfregamento, e andrebbero riapplicati ogni due ore in condizioni di esposizione prolungata; sovrapporre fondotinta sopra fondotinta nel corso della giornata non è una soluzione pratica né estetica, ma esistono prodotti specifici come polveri SPF e spray solari viso che permettono di reintegrare la protezione sopra il make-up senza rimuoverlo; si tratta di prodotti con un'efficacia limitata rispetto alla riapplicazione classica, ma comunque superiori al non fare nulla.

Per chi usa il fondotinta o la BB cream nella routine quotidiana in contesti di esposizione urbana limitata, senza ore di sole diretto, l'SPF presente nel prodotto cosmetico offre un contributo protettivo reale, anche se inferiore a quello dichiarato; questo contributo aggiuntivo ha senso come complemento a una routine già protetta con un solare dedicato, e non come unica misura di fotoprotezione; la distinzione che vale la pena fare, al momento dell'acquisto e della comunicazione, è tra prodotti che dichiarano correttamente il loro ruolo di complemento cosmetico con benefici UV aggiuntivi e prodotti che usano l'SPF come argomento di vendita principale senza chiarire al consumatore i limiti oggettivi della protezione nella dose realmente applicata.

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