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Borghi del Sud Italia ancora poco conosciuti: una guida che ti porta nel profondo meridione

21/05/2026

Borghi del Sud Italia ancora poco conosciuti: una guida che ti porta nel profondo meridione
Foto di Di Effems - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=95572089

Il Mezzogiorno d'Italia conserva una quantità di centri storici medievali che nessuna guida riesce a censire per intero: piccoli borghi arroccati su speroni di roccia, costruiti in pietra locale con una logica difensiva che oggi leggiamo come estetica, abitati da pochi centinaia di persone e rimasti fuori dai circuiti del turismo organizzato per ragioni che hanno più a che fare con l'accessibilità stradale che con il merito storico e architettonico.

La Sicilia, la Basilicata, la Calabria, la Puglia e l'Irpinia custodiscono borghi che non compaiono sulle locandine delle agenzie di viaggio ma che resistono nei loro tratti originali proprio perché nessuno li ha ancora trasformati in prodotto turistico: strade acciottolate senza boutique di souvenir, palazzi nobiliari con i portoni chiusi e le famiglie che ci vivono ancora dentro, chiese aperte solo per la messa domenicale.

Percorrerli richiede un'auto, una certa disponibilità a guidare su strade provinciali strette, e la pazienza di arrivare in luoghi dove il bar della piazza chiude alle diciassette e il parcheggio è un campo sterrato ai margini del centro storico. In cambio si ottiene qualcosa di difficile da trovare nelle mete più celebrate: la percezione concreta di come viveva un borgo del Meridione tra il Medioevo e il Seicento, con le stratificazioni architettoniche ancora leggibili sulle facciate, i campanili normanni che dominano la valle, i vicoli che terminano in belvedere affacciati su paesaggi che cambiano radicalmente a seconda della regione.

Quello che segue è una selezione di borghi che meritano un viaggio specifico, organizzati per area geografica, con le informazioni necessarie a capire cosa aspettarsi e perché ciascuno è diverso dagli altri.

Basilicata: Guardia Perticara, Acerenza e Craco

Guardia Perticara, in provincia di Potenza, è uno dei borghi meglio conservati dell'intera Basilicata e probabilmente il meno visitato in rapporto alla sua qualità architettonica: le case sono tutte in pietra chiara di Gorgoglione, estratta localmente, con un'uniformità cromatica che rende il centro storico visivamente coerente dall'alto come dal basso, con vicoli stretti, archi di passaggio tra i corpi di fabbrica e una piazza centrale che la mattina presto, quando la luce è radente, ha un equilibrio formale raro. Il borgo ha circa quattrocento abitanti stabili, fa parte dei Borghi più Belli d'Italia e ha ricevuto una notorietà limitata dopo essere comparso in alcuni spot pubblicitari negli anni Novanta; sufficiente a farlo conoscere, insufficiente a trasformarlo in destinazione di massa.

Acerenza si trova su una rupe di tufo nella valle dell'Ofanto, in provincia di Potenza, e il suo elemento distintivo è la Cattedrale di Sant'Canio, una costruzione romanico-gotica dell'XI secolo che sovrasta il borgo con una massa volumetrica sproporzionata rispetto alle dimensioni del centro abitato: trecentocinquanta abitanti circa sotto una cattedrale che fu sede vescovile per secoli e che conserva una cripta con colonne romane di reimpiego, capitelli medievali e un'atmosfera di abbandono sacro che nessun restauro ha ancora del tutto uniformato. L'urbanistica del centro storico mantiene la configurazione medievale con il palazzo vescovile, il castello e le case stipate attorno alla cattedrale come se il tempo si fosse fermato tra il Quattrocento e il Cinquecento.

Craco è tecnicamente un borgo fantasma: abbandonato in seguito a una frana nel 1963 e poi definitivamente evacuato dopo il terremoto del 1980, si visita oggi come sito di archeologia industriale e medievale con un percorso guidato obbligatorio. Le rovine del castello normanno del XII secolo, le chiese sventrate, le case con ancora i mobili dentro nelle stanze aperte sul vuoto producono un impatto visivo diverso da qualsiasi borgo abitato; inserito tra i set cinematografici più utilizzati del Sud Italia, Craco è stato teatro di riprese per film come "The Passion of the Christ" di Mel Gibson e per alcune produzioni televisive internazionali, senza perdere per questo il suo carattere di luogo sospeso tra storia e abbandono.

Sicilia interna: Gangi, Sperlinga e San Marco d'Alunzio

Gangi si trova nel cuore delle Madonie, in provincia di Palermo, a circa novecento metri sul livello del mare, e ha il profilo di uno di quei borghi che i pittori del Grand Tour avrebbero incluso nei loro taccuini senza esitazione: le case si arrampicano sul colle in una spirale di vicoli concentrici che convergono verso la torre normanna dell'antico castello, con una continuità edilizia che attraversa otto secoli senza fratture traumatiche.

Gangi è membro dei Borghi più Belli d'Italia e ha vinto il premio "Borgo dei Borghi" nel 2016 per la trasmissione RAI; nonostante la visibilità acquisita, rimane poco frequentato dai circuiti del turismo organizzato e conserva una vita di paese autentica, con il mercato settimanale nella piazza centrale e i palazzi nobiliari come il Palazzo Bongiorno con i soffitti affrescati ancora visitabili su prenotazione.

Sperlinga si trova in provincia di Enna, alle pendici delle Madonie orientali, e deve il suo nome e la sua natura a un dato geologico inconsueto: è costruita in gran parte dentro la roccia, con abitazioni, stalle e magazzini ricavati scavando la grande arenaria che costituisce la base del castello normanno. Il castello di Sperlinga è una delle fortezze medievali meglio conservate della Sicilia interna, con sale, corridoi e ambienti rupestri che si sviluppano su più livelli dentro la roccia; durante il Vespro Siciliano del 1282, Sperlinga fu l'unico borgo dell'isola a non partecipare alla rivolta contro gli Angioini, episodio che ha lasciato traccia nel motto locale ancora leggibile su un cartiglio scolpito nel castello: "Quod Siculis placuit sola Sperlinga negavit".

San Marco d'Alunzio, in provincia di Messina, occupa la cima del Monte Castro a circa cinquecento metri e domina visivamente un arco di costa che va da Cefalù alle Isole Eolie in condizioni di visibilità ottimale: un panorama che spiega perché questo luogo fosse già abitato nella preistoria e poi dai Greci, dai Romani, dai Bizantini e infine dai Normanni.

Il centro storico conserva ventitdue chiese in uno spazio di poche centinaia di metri, molte delle quali costruite su edifici precedenti di epoche diverse; il tempio greco di Ercole, parzialmente riconvertito in chiesa normanna nel Medioevo e poi trasformato in chiesa di San Marco, è leggibile nella sovrapposizione degli strati costruttivi come un manuale di storia dell'architettura siciliana racchiuso in un solo edificio.

Campania interna: Zungoli, Gesualdo e Nusco

Zungoli, in provincia di Avellino, è classificato tra i Borghi più Belli d'Italia con una qualità di conservazione del centro storico che pochi borghi irpini raggiungono: il castello angioino del XII secolo domina il paese dall'alto, le torri medievali emergono tra i tetti, e il sistema dei vicoli coperti con archi di sostegno tra le case conserva quella funzione strutturale antisismica che le popolazioni meridionali avevano sviluppato empiricamente in risposta alla frequenza dei terremoti nell'Appennino campano.

Il borgo ha meno di mille abitanti, riceve qualche centinaio di visitatori nel fine settimana, e non ha ancora sviluppato un'offerta turistica strutturata: ci si va, si cammina, si guarda, ci si siede in uno dei due bar della piazza.

Gesualdo, sempre in provincia di Avellino, porta il nome di Carlo Gesualdo da Venosa, il compositore madrigalista del tardo Rinascimento noto per l'armonia cromatica delle sue composizioni e per aver ucciso la moglie e l'amante nel 1590 in uno dei casi di cronaca nera più documentati del Rinascimento italiano.

Il castello dove visse e compose è ancora in piedi sul colle, parzialmente restaurato, con la sala dove si tengono concerti di musica antica durante il festival estivo che porta il suo nome; il centro storico conserva la struttura medievale con aggiunte rinascimentali concentrate intorno al palazzo del principe, e il borgo è ancora sufficientemente fuori rotta da permettere una visita senza la sensazione di muoversi in un parco tematico.

Puglia interna: Bovino, Sant'Agata di Puglia e Alberona

Bovino si trova in provincia di Foggia, nel Subappennino Dauno, a circa cinquecentosessanta metri sul livello del mare, ed è uno dei borghi pugliesi più ricchi di storia medievale al di fuori del Salento e della Valle d'Itria: il centro storico ha una densità di edifici romanici, angioini e aragonesi che riflette il suo ruolo di sede vescovile dal V secolo fino al 1818, quando la diocesi fu soppressa e accorpata a quella di Foggia.

La cattedrale romanica dell'XI secolo, il castello ducale costruito dai Normanni e modificato dagli Svevi e dagli Aragonesi, e il palazzo vescovile formano un complesso monumentale che in una città di dimensioni diverse sarebbe già oggetto di un turismo significativo; a Bovino, con poco più di tremila abitanti, si visitano in tranquillità e spesso in solitudine.

Sant'Agata di Puglia, sempre nel Subappennino Dauno, è un borgo di poco meno di duemila abitanti che si sviluppa attorno a un castello medievale dell'XI secolo con torri cilindriche e un cortile interno ancora integro; la posizione su un crinale a settecento metri di quota offre una vista che abbraccia sia la Campania sia il Tavoliere delle Puglie, con la pianura piatta che si stende verso il mare Adriatico in contrasto netto con le colline appenniniche alle spalle.

Alberona, più a nord nella stessa provincia, è il borgo più piccolo del Subappennino Dauno con meno di seicento abitanti, circondato da boschi di querce e castagni e con un nucleo storico medievale che si percorre in venti minuti a piedi: pochi vicoli, una chiesa romanica, un piccolo castello e un silenzio che nelle città si è dimenticato come suona.

Calabria: Gerace, Stilo e Brancaleone Vecchio

Gerace, in provincia di Reggio Calabria, è costruita su uno sperone di roccia arenaria a circa quattrocentocinquanta metri di quota nell'entroterra della Costa dei Gelsomini, e la sua cattedrale normanna del XII secolo è la più grande della Calabria per dimensioni: novantasei metri di lunghezza, tre navate, colonne di reimpiego provenienti dall'antica Locri Epizefiri e da altri siti greco-romani della costa, una cripta con ventisette colonne antiche che regge l'intera struttura.

Il borgo conserva una ventina di chiese medievali e bizantine in uno spazio urbano di pochi ettari, molte delle quali chiuse o aperte solo su richiesta alla parrocchia; raggiungerlo richiede di percorrere una strada provinciale tortuosa che sale dalla costa in circa venti minuti, sufficiente a filtrare il turismo distratto.

Stilo, in provincia di Reggio Calabria, è conosciuta soprattutto come luogo di nascita di Tommaso Campanella, il filosofo del Rinascimento autore della "Città del Sole", ma il suo monumento principale è la Cattolica, una chiesa bizantina del X secolo a pianta centrale con cinque cupole, costruita in mattoni rossi su un terrazzamento a picco sulla valle del Stilaro: è uno degli edifici medievali meglio conservati del Mezzogiorno e uno dei pochi esempi intatti di architettura religiosa calabro-bizantina.

Brancaleone Vecchio, sempre in Calabria ma sulla costa ionica in provincia di Reggio, è il terzo borgo fantasma della selezione, abbandonato nel 1949 dopo una serie di frane che resero instabile l'intero centro storico: le rovine del castello aragonese del XV secolo e le case vuote con i balconi crollati si raggiungono a piedi dal paese nuovo costruito sulla costa, in una passeggiata di circa trenta minuti che termina su un pianoro con una vista sul mare ionio che giustifica da sola il percorso.

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