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Pesca sub apnea all’Agguato : tecnica e consigli.


L’agguato è una metodologia di pesca sub dinamica che consente al pescatore di avvicinarsi alla preda.

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L’agguato è una metodologia di pesca sub dinamica che consente al pescatore di avvicinarsi alla preda. Per una corretta riuscita di questa tecnica è necessaria una buona acquaticità in modo da avvicinarsi in assoluto silenzio, generalmente i pesci verranno sorpresi in atteggiamenti diversi anche in funzione della specie di appartenenza, ma in generale saranno ignari della nostra presenza.

Per ottenere una buona acquaticità in apnea, oltre all’allenamento in acqua è necessario ottimizzare la zavorra; Quest’ultima andrà messa a punto in funzione della profondità di pesca ipotizzata, infatti una zavorra più pesante e ben distribuita sul corpo aiutano la prestazione in acque basse ma rende pericolosa un’immersione più profonda.

Ricordiamo che per ognuno di noi esiste una profondità variabile ( dipendente anche dalla muta e dalle zavorre) in cui si è neutri, ed il nostro peso (compresa la colonna d’acqua sovrastante) è bilanciato dalla colonna d’acqua sottostante. Superata questa quota è necessario un minor sforzo (pinneggiata) per scendere in profondità e per avvicinarsi alle prede si può calare tipo “foglia morta”.

Esperienze personali indicano che per un peso di circa 80 kg, indossando una muta umida da da 5 mm, in acqua bassa (pochi metri 3-8) può essere necessaria una cintura da 7 kg, più 2 kg di schienalino e cavigliere da 300 gr.

Per quanto riguarda la scelta del fucile, consigliamo un’arbalete da 90 cm, che consente una buona gittata ed una discreta maneggevolezza e silenziosità.

La tecnica ovviamente va adattata al comportamento delle prede e dal tipo di fondale della zona di pesca.

Spesso la pratica più efficace è quella mista cioè si combinano aspetto ed agguato per avvicinare e colpire.