Natura

Santuario per i mammiferi marini : AIUTIAMOLO !!!


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Nella zona di mare compresa tra la costa ligure, quella provenzale e quella corsa si trova l’area marina protetta più grande dìEuropa, questo tratto di mare rappresenta l’area faunistica più ricca di tutto il Mediterraneo. In particolare è presente una ricchissima concentrazione di cetacei che ha spinto le autorità ad istituire il Santuario dell balene. In acque italiane il santuario dei cetacei è stato istituito nel 1991, mentre in acque internazionali grazie alla collaborazione fra i paesi coinvolti è stato istituito nel 1999.

Per preservare i mammiferi marini ed il loro habitat è stato creato un Santuario internazionale con il nome di Santuario per i mammiferi marini e noto in Francia come Santuario Pelagos con ampiezza di circa 100.000 chilometri quadrati tra Tolone in Francia, Capo Falcone in Sardegna occidentale e Fosso Chiarone in Toscana.

Nel 1992 è stato effettuato un censimento sulla superficie del futuro Santuario internazionale, che consente la stima numerica delle stenelle (32.800 esemplari) e delle balenottere comuni (830 esemplari), presenti nella zona nel periodo estivo. Contemporaneamente viene istituita una commissione di lavoro, composta da rappresentanti francesi, italiani, con la partecipazione di esperti del mondo scientifico, giuridico e ambientalista.
Oggi dopo le numerose campagne di ricera effettuate nel santuario in questi anni, sono stati avvistati più di diciannove mammiferi di specie diverse, tra i quali Tursiopi, Delfini Comuni, Orche, Balenottere Minori e Capodogli. Il WWF Liguria realizza l’attività di whalewatching dal 1998, i battelli partono dai porti di Genova e Savona ma anche da altri scali minori della Liguria.

Anche gli avvistamenti dei cetacei a bordo delle navi di Corsica Sardinia Ferries sono molto numerosi: circa 400 avvistamenti nei mesi estivi, tra cui tartarughe, pesci luna, balenottere, capidogli e stenelle. Risulta interessante, inoltre, la presenza di nuovi nati, 2 di balenottera e 1 di stenella.

Un mare popolato da balene e delfini, insomma, ma su cui non può essere diminuito il livello di attenzione: l’ecosistema marino è, infatti, minacciato da diversi fattori, a partire dall’inquinamento dovuto al versamento in mare di idrocarburi, la pesca illegale e la presenta di rifiuti plastici.
Per questo motivo sulle navi di Corsica Sardinia Ferries, vengono proposti ai passeggeri dei questionari sui temi legati alla conservazione degli ambienti marini inmodo da sensibilizzare la popolazione.

 

 

 

 

 

 

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Il monitoraggio dei  cetacei è iniziato all’incirca nel 2007 avvalendosi della collaborazione della flotta di Corsica Sardinia Ferries sulle tratte Livorno-Bastia e Civitavecchia–Golfo Aranci.
Oggi l’area si è estesa al Mar Ligure, e il progetto si è sviluppato grazie alla partecipazione del Dipartimento di Biologia dell’Università di Genova.
Per svolgere quest’operazione di monitoraggio, Corsica Sardinia Ferries è il partner ideale. La compagnia, infatti, ha sempre prestato particolare attenzione all’ambiente e alla salvaguardia della fauna marina.

Euan Lonmon, Amministratore Delegato per l’Italia di Corsica Sardinia Ferries, ricorda: “ A quell’epoca erano i comandanti e gli ufficiali a tenere traccia degli avvistamenti dei cetacei. La scelta di utilizzare i traghetti di linea come punti di osservazione non è dovuta al fatto che si tratta di navi che viaggiano con regolarità, mantengono una rotta ed una velocità costanti.

Problematiche attuali

Un recente rapporto di Greenpeace ha però evidenziato un calo delle popolazioni di cetacei presenti e delle misure di tutela decisamente sottodimensionate. I dati raccolti da Greenpeace fino ad agosto 2008 riportano la presenza di un quarto delle balenottere e meno di metà delle stenelle avvistate nel periodo in cui è stata fondata l’area marina protetta.
Per questo motivo è necessario aumentare l’attenzione e preservare fortemente quest’area, a tal proposito nel 2010 è stata annullata la gara motonautica “Primatist Trophy 2010” che si doveva svolgere proprio all’interno di questo specchio di mare, al largo della Toscana.
Diversamente si rischia di avere solamente un’indicazione sulle carte nautiche.

Cosa fare

Legambiente ritiene sia di fondamentale importanza valorizzare questo territorio marino, investendo sulle attività  turistiche già esistenti o potenziali, correlate alla scoperta dei mammiferi marini. Inoltre, si dovranno promuovere iniziative contro l’inquinamento, dalla realizzazione di una completa depurazione delle acque da parte di tutti i comuni liguri, all’eliminazione dei rifiuti, in particolare di quelli di plastica, ancora troppo voluminosi nelle notre acque”.