Trailrunning

Giuliano Cavallo : segreti e strategie


Giulino Cavallo ed i suoi segreti per essere al Top in gara controllando lo sforzo prolungato con il suo orologio Suunto, la fascia cardio etc....

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Chi è l’Ultra Trail runner Giuliano Cavallo?

“Sono di origini lucane (Basilicata), precisamente di Stigliano, un paesino quota 900 mt nella provincia di Matera trapiantato in Valle D’Aosta nel 1995. Ho frequentato il collegio da ragazzo, a scuola giocavo a calcio o correvo, ma da giovane niente agonismo. Terminati gli studi ho iniziato a lavorare, infatti, studiare non mi piaceva molto e, così, a 19 anni mi sono arruolato nell’Esercito. Dopo tre anni a Viterbo sono finito a Pinerolo negli Alpini, dove ho cominciato a frequentare la montagna più concretamente. Dopo l’incidente a Sarajevo nel 1997, dove ero in missione di pace, ho avuto un periodo un po’ delicato soprattutto di motivazione, che è durato circa 3 anni, a causa di una serie di interventi chirurgici che ho dovuto affrontare per un serio problema alla spalla”.

Le prime gare iniziano con fine febbraio, come procede la tua preparazione “full gas”? Hai svolto lavoro anche in palestra, e come?

 “La mia stagione di solito inizia il giorno dopo che finisce la precedente, insomma non si ferma mai… giusto il tempo per rigenerarsi, con un po’ di rallentamento nell’intensità negli allenamenti e poi si ricomincia a tutto gas! Approfitto in inverno, come in questo periodo, per partecipare a un corso in palestra con un preparatore atletico per ottimizzare i lavori di forza, tecnica della corsa, lavori posturali degli addominali, etc. Per un runner l’inverno è sempre un periodo delicato per la preparazione, soprattutto in Valle d’Aosta o, tendenzialmente, nelle zone di montagna per via del freddo e/o per la presenza di neve. Sfrutto molto i periodi invernali anche per svolgere lavori specifici sulla velocità in piano e in pista. Non solo. Nel primo periodo dell’anno mi diverto in qualche campestre, tanto per tenere il cuore a règime e non perdere l’abitudine nell’indossare un pettorale di gara. Quest’anno, in particolare, la stagione inizia a fine febbraio, quindi molto presto, e dal momento che solitamente prima di una gara importante partecipo a due o tre competizione di breve durata sicuramente calzerò le mie Salomon per qualche sgambata a brevissimo”.

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Sei un trail runner “modello” per come riesci a trovare equilibrio tra sport, lavoro e famiglia, qual è il tuo segreto?

“Innanzitutto credo di manifestare una grande passione per ciò che faccio. La mia vita accanto alla famiglia e al lavoro è come un puzzle… se manca un pezzo son fregato, per questo bisogna stare attenti a non perderne neanche uno, e ci vuole impegno in questo. Mi ritengo fortunato: ho una brava moglie e una famiglia che mi dà stabilità grazie anche ai miei due figli, di 14 e 10 anni, sportivi anche loro. Nessun segreto particolare in tutto questo, ma ci vuole tanta organizzazione anche nelle faccende domestiche, dove, senza modestia, me la cavo bene e questo mi permette di allenarti qualche ora in più e in serenità. Quando ho la possibilità mi alleno tanto, seguire una tabella settimanale a volte è impossibile, ma appena riesco la applico fino in fondo. Normalmente agli inizi della primavera è più facile mettere in pratica tutto questo perché riesco ad allenarmi prima di portare i bambini a scuola e andare in ufficio. Ah… lavoro come dipendente civile al Centro Addestramento Alpino, in pratica una scuola militare di sci e Alpinismo”.

Durante le lunghe ore di gara a cosa pensi, come fa Giuliano Cavallo a convivere e assecondare lo sforzo prolungato?

“Nessun pensiero particolare direi… parliamo di gare sopra ai 45/50 km, che sono lunghe certo, ma hanno dei momenti di ‘stacco’ come i punti di ristoro, dove c’è sempre qualcuno che ti aspetta! Quando parti sai già quello che andrai a fare, niente si può inventare anche sotto l’aspetto psicologico, mi piace però così tanto questo sport che la sofferenza passa in secondo piano e in gara ho solo pensieri positivi in relazione a quello che sto facendo. Capitano, certo, momenti di debolezza e sofferenza, ma un pensiero che spesso mi viene in mente è: ‘fai questo perché ti piace e devi arrivare in fondo almeno per ripagarmi i sacrifici’. Tutto qui”.

Giungono voci che ci dai dentro anche con ciclismo e alpinismo è vero?

“Lo sport mi è sempre piaciuto e fa parte di me, poi credo sia una buona medicina per stare bene con se stessi. Nel 2000 ho cominciato ad andare in bici, poche gare o quasi niente e fino a quel momento sulle due ruote e la corsa era un’alternativa, poi tutto è cambiato, la corsa ha preso il sopravvento. A oggi mi piace molto la bici e la utilizzo per svolgere lavori muscolari e per rigenerare le articolazioni. La montagna amo viverla a 360°, quindi anche l’alpinismo fa parte del ‘pacchetto’. Pratico anche sci alpinismo, disciplina allenante specie nella fase di salita oltre a essere un piacevole diversivo”.

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Quali sono le funzioni di Suunto Spartan Ultra che apprezzi e utilizzi di più?

“Per me l’orologio è molto importante e, per questo, mi piace sfruttarlo a fondo. Ho utilizzato diversi modelli Suunto e devo dire che mi sono sempre trovato bene con tutti. In particolare lo Sport Smart Watch Suunto Spartan Ultra vanta tantissime funzioni legate a tutti gli sport. Quelle che uso di più sono soprattutto quelle mirate per la bici mtb/strada, per la corsa base/running e alpinismo. Durante gli allenamenti ovviamente la fascia cardio Suunto Smart Belt è indispensabile, dopodiché ritengo che la pianificazione per la programmazione degli allenamenti e il test di recupero siano la chicca di questo straordinario strumento”.

Una curiosità assale i fan: quanto dislivello annuo ha conteggiato il tuo orologio da trail running Suunto?

“Una battuta che mi piace dire… sicuramente più della macchina di mia moglie! A parte gli scherzi, non tengo le medie mensili perché queste sono sfalsate, nel senso che ci sono i mesi di carico, altri di mantenimento e poi le gare. In ogni caso ogni anno percorro dai 7.000 agli 8.000 km, con 215.000 mt di dislivello positivo e altrettanto in negativo. Ma non c’è solo la corsa… 2000 km e 20.000 mt D+ in bici, circa 40 km e 7000 mt di Alpinismo, 150 km e 6000 D+ di Trekking, circa 80 km e 10.000 D+ di sci Alpinismo, ma la vera fetta di torta resta la corsa che ai aggira sui 4500/5000 km e 170.000 mt D+ positivo e idem negativo”.